Il comfort cooking… ebbene sì leggendo un articolo del Corriere Sette, mi sono riconosciuta e come me tante foodblogger amiche che seguo e dalle quali imparo. Ormai il cibo dà felicità in un momento di crisi, direi storica; ma ancor di più la consolazione ci deriva dall'atto di cucinare: dal comfort food al comfort cooking. Molte scrivono che non c'è posto dove si sentono meglio se non la propria cucina, tra farine, planetarie e prodotti sempre più ricercati, nel senso di genuinità e recupero della tradizione, dell'alimento sano a km 0, nel rispetto dell'ambiente. La riscoperta di una cucina che ci faccia sentire bene e adeguati, laddove in altri campi dal lavoro allo studio alla politica c'è poco di che stare allegri.
Spignattare, condividere un pasto, raccontare l'ingrediente particolare o dimenticato, cucinare per chi si ama, è di per sè un momento di grande felicità e appagamento. Ciò che mette a posto i tasselli della nostra posizione nel mondo ci proviene più di ogni altra cosa dal passato, dalle tradizioni, dalle nonne o dai nostri ricordi di bambini. Che spessissimo sono legati emozionalmente ai profumi e ai sapori delle nostre tavole. Riproducendo le ricette di quel passato, ci rituffiamo felici in quei momenti e ci sentiamo bene e appagati, perché depositari di qualcosa che altrimenti andrebbe perduto.
Parafrasando un tizio di Stratford-upon-Avon "Noi siamo fatti della stessa sostanza dei ricordi".
E' con questa filosofia che approccio alle tradizioni di tutti i luoghi d'Italia e qui in particolare della bella regione campana. Non essendo napoletana e non avendo ricordi diretti in merito, sono andata a pescare la ricetta della pastiera da un vero maestro pasticcere.
per la pasta frolla (fate la vostra oppure)
100 g di burro
100 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 bacca di vaniglia
100 g di uova (2 uova)
sale
per il ripieno
200 g di grano saraceno
200 g di burro
1 l di latte
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
1 bacca di vaniglia
250 g di ricotta
200 g di zucchero semolato
75 g di uova (1 uovo grande)
75 g di tuorli (3 tuorli grandi)
aroma di fiori d'arancio
50 g di arancia candita a cubetti
(compratela di ottima qualità, ad es. da Castroni)
15 g di sale
per la decorazione
40 g di gelatina di albicocche
2 cucchiai di acqua
zucchero a velo
1 arancia non trattata
1 bacca di vaniglia
arancia candita
In una ciotola capiente (o in planetaria) impastate il burro ammorbidito e tagliato a tocchetti con lo zucchero, la polpa della vaniglia, la scorza del limone e il sale sciolto in un cucchiaio di acqua. Incorporate le uova e alla fine la farina setacciata. Impastate velocemente formate una palla e lasciate riposare, se potete, 12 ore in frigorifero coprendola con pellicola. Io l'ho tenuta un paio di ore.
Cuocete per circa 1 ora in una casseruola bassa dal fondo spesso: il burro, il grano, il latte, la polpa della vaniglia, la scorza d'arancia e il sale. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Sgocciolate la ricotta, passatela attraverso un setaccio e radunatela in una ciotola mescolandola con lo zucchero e il grano ormai freddo, utilizzando un cucchiaio di legno. In una ciotola sbattete l'uovo e i tuorli con una frusta a mano e incorporate al composto di ricotta. Aggiungete ora la panna 3 gocce di aroma di arancia e i cubetti di arancia candita. Preparatelo il giorno prima e tenetelo in frigorifero coperto con pellicola.
Stendete la pasta allo spessore di 5 mm (dopo averla lavorata di nuovo per renderla plastica, se è molto secca aggiungete qualche cucchiaio di acqua). Foderate uno stampo imburrato e ricoperto con carta da forno che farete uscire dai bordi per poter sformare il dolce con facilità. Bucherellate la sfoglia e distribuite sul fondo il composto preparato, livellando con un cucchiaio. Formate con la pasta eccedente delle strisce tagliate con la rotella dentata larghe 1 cm. Formate la classica grata e rifilate con la rotella. Cuocete a 180° per 1 ora circa. Sformate la pastiera su un piatto da portata, spennellate la superficie con la gelatina scaldata con 2 cucchiai di acqua. Spolverizzate i bordi con zucchero a velo e decorate con fettine di arancia, la bacca di vaniglia e l'arancia candita.
bellissima la tua pastiera!
RispondiE' proprio una meraviglia! Il mio ragazzo è di Ercolano e la sua mamma la prepara sempre.. ma senza canditi! Mi piacerebbe provare anche questa delizia unica..! Complimenti di cuore amica! :D
RispondiChe bontà la pastiera, l'ho fatta l'annos corso, non so se quest'anno farò in tempo a replicare...bellissima la tua!!!
RispondiCiao Monica, interessante la tua pastiera. E' proprio vero che ognuno ha la sua: noi ad esempio non facciamo il guscio di frolla (una variante recente), ma prepariamo la pettola, un impasto di uova, farina e burro (o strutto). Nel ripieno, poi non metto la panna :) Pensa che c'è chi prepara la pasticcera per il ripieno (anche Salvatore De Riso la prepara così). Ma ho notato che utilizzi il grano saraceno, che sapore ha? Io di solito utilizzo il grano.
RispondiA presto
Paola
Ps. ti lascio il link della pastiera come la faccio io :)
http://fairieskitchen.blogspot.it/2012/04/pastiera-return.html
uno dei dolci + buoni che conosca!
Rispondiinnanzitutto, ma che introduzione fantastica! sono incantata.. un confort food che ha rilassato cosi tanto :-)
Rispondianche se non sei napoletana, per me l'hai realizzata bene e come !(io non conosco la ricetta,l'ho solo mangiata!!)
e a proposito di happiness, di bloggers e di amicizie... MA QUANTO SIAMO CONTENTE CHE C'E' ANCHE LA MITICA MONICA ZACCHIA? TANTO, TANTISSIMOOOO!
Non vedo ora Mony tesoro <3
ANCHE IOOOOOO un abbraccio fortissimo ! baci
Ciao Monicuccia uccia uccia,sai che mentre ti leggevo anniuvo con il capo,tipo rinco..totale,ma è perchè son pienamente d'accordo con te!Intanto tu in quella cucina,hai confortato e ti sei confortata grazie alla riuscita della super pastiera!La tua casa sarà stata inondata di un profumo intenso,un profumo che ti avrà coccolato di un pò di spensieratezza...Ne mangerei una fetta,in mancanza mi mangio le mani...ma certo che no,ho un pò di tiramisù avanzato di ieri ;)!Baci Monicù,a presto!
Rispondip.s mica avrai pensato che mi mangio pure le mani O-o?
bellezza Dami Dami vengo subito da te a prendermi un pezzetto di tiramisu ok?
Un vero confort food, che riscalda il corpo e la mente.
RispondiCondivido e stra condivido anche per me il posto più rilassante è la mia cucina. Adoro tornare a casa togliermi gli abiti formali dell'ufficio, infilarmi la tuta ed andare in cucina e preparare qualcosa dolce o salato e poi vedere sui volti dei miei cari la gioia, la meraviglia, la golosità o semplicemnte l'apprezzamento:) questa pastiera è fantastica la metto in lista è il dolce preferito di mia suocera e vorrei preparaglielo:)
Rispondibaci
Alice
esattamente quello che provo anche io cara Alice! un bacio
Presente tesoro! mi sono rivista in ogni parola! io sono una che quando tutto è grigio corre in cucina, macchina fotografica e voilà.. la giornata prende una piega diversa:) con la pastiera poi tocchi un tasto a me molto caro... è un dolce eccezionale, della mia terra che quest'anno per mancanza di tempo non credo riuscirò a realizzare.. ma quanto è buona? un comfort cooking speciale.. come sempre bravissima:* nn vedo l'ora di riabbracciati:**
Rispondianche io Simona presto ci rivedremo! very very happy io...